Reading Time: 4 minutes

Indice

Crediti del superbonus in 10 anni obbligatori. Dopo le dichiarazioni del Ministro Giorgetti a margine dei lavori della Commissione Finanze del Senato, impegnata nella discussione sulla legge di conversione del decreto n. 39/2024, la formulazione è arrivata con l’emendamento del governo.

superbonus obbligo 10 anni spese 2024

“Non sarà una possibilità ma un obbligo” la fruizione dei crediti del Superbonus in 10 anni.

La dichiarazione dello stesso Ministro dell’Economia e delle Finanzie, Giancarlo Giorgetti, ha trovato seguito nell’emendamento del governo venerdì scorso.

La dichiarazione era arrivata al termine della partecipazione di Giorgetti ai lavori della Commissione Finanze del Senato, impegnata nella discussione sul testo della legge di conversione del decreto n. 39/2024.

Con la presentazione dell’emendamento si delineano i contorni delle novità in arrivo.

Superbonus, crediti in 10 anni: sarà un obbligo

La fruizione dei crediti del Superbonus in 10 anni sarà obbligatoria. Dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, è arrivato l’emendamento del governo.

A margine dei lavori della Commissione Finanze del Senato, impegnata con gli emendamenti al testo della legge di conversione del decreto n. 39/2024, il ministro aveva fatto sapere che:

“Gli emendamenti parlamentari, come avvenuto in passato, di ampliamento delle deroghe non saranno presi in considerazione.”

Il governo ha tenuto ferma la posizione in merito al Superbonus, anche alla luce dell’impatto che è stato valutato sui conti pubblici per il 2024 e per gli anni successivi.

La proposta per la modifica al testo del cosiddetto decreto Superbonus, il cui iter di conversione è stato avviato al Senato, si applicherà per le spese sostenute a partire dal 2024.

Da un lato, infatti, la possibilità di scegliere di “spalmare” la fruizione dei crediti in 10 anni viene incontro ai contribuenti con limitata capienza fiscale, che potrebbero così “assorbire” l’intero importo delle agevolazioni previste per interventi di superbonus.

L’obbligatorietà della fruizione in 10 anni è invece a vantaggio delle casse statali in quanto si diluiscono gli effetti della compensazione con modello F24 in più anni, riducendo l’impatto per i conti pubblici della singola annualità.

Superbonus, crediti in 10 anni: la misura si applica alle spese sostenute a partire dal 2024

Un aspetto di notevole rilievo per la fruizione in 10 anni dei crediti relativi al Superbonus è l’applicazione temporale del nuovo obbligo.

Viene esclusa la possibilità di un applicazione retroattiva delle regole: lo “spalmacrediti” si applicherà per le spese sostenute a partire dal 2024.

L’allungamento della fruizione da 4 a 10 anni avrà effetti principalmente sulla liquidità di imprese, banche e cittadini. Tuttavia, al netto delle spese già sostenute, i soggetti sapranno in anticipo i tempi per il recupero delle somme.

L’impatto maggiore potrebbe interessare le imprese del settore delle costruzioni che hanno fatto ampio ricorso allo sconto in fattura, ad esempio anticipando i costi relativi ai materiali.

Tali imprese potrebbero vedersi costrette a “chiudere i cantieri” per mancanza della liquidità necessaria per proseguire anche interventi già programmati.

Il testo dell’emendamento prevede quanto segue:

“Per le spese sostenute a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto in relazione agli interventi di cui agli articoli 119 e 119-ter del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies, del decreto- 3 legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, la detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.”

La formulazione confluirà nel testo della legge di conversione del decreto n. 39/2024, che dovrà essere approvata entro 60 giorni dall’entrata in vigore del testo che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 marzo ed è in vigore dal giorno successivo.

Comunicazione crediti superbonus: ANC chiede la remissione in bonis

ANC chiede di riconsiderare la possibilità di remissione in bonis per la regolarizzazione delle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate con errori.

Nessuna remissione in bonis nell’emendamento del governo presentato in Commissione Finanze del Senato, nel corso dell’iter di conversione del decreto n. 39/2024.

L’Associazione nazionale commercialisti chiede di riconsiderare urgentemente la posizione per permettere la regolarizzazione di comunicazioni presentate con errori o omissioni.

Comunicazione crediti superbonus: ANC chiede la remissione in bonis

Il decreto n. 39/2024 ha bloccato in via definitiva la possibilità di inviare comunicazioni all’Agenzia delle Entrate in merito a crediti del superbonus e dei vari bonus edilizi oltre la scadenza dello scorso 4 aprile.

Per le spese sostenute nell’anno d’imposta 2023 non è infatti stata nuovamente prevista la remissione in bonis, la possibilità di regolarizzare la situazione nel caso di omesse o errate comunicazioni.

Lo strumento avrebbe permesso di provvedere alla regolarizzazione dell’adempimento anche oltre la scadenza del 4 aprile 2024 e fino al 18 ottobre prossimo.

Nell’emendamento presentato dal governo sulla legge in Commissione Finanze del Senato non è stata tuttavia inserita tale possibilità.

Con il comunicato stampa di oggi, 13 maggio, l’ANC chiede di riconsiderare la scelta.

La proposta è quella di riaprire i termini per la remissione in bonis per le comunicazioni di cessione con errori formali, ad esempio nel codice identificativo della tipologia di intervento o nei codici fiscali di cedente e cessionario.

Tale possibilità non sarebbe prevista per l’importo della spesa e del credito, così da non avere conseguenze sui conti pubblici.

A riguardo il presidente Cuchel ha sottolineato quanto di seguito riportato:

“Auspichiamo un cambiamento di rotta in tal senso che permetterebbe ai colleghi di tutta Italia, che a pochi giorni dalla scadenza hanno subito l’ennesima modifica normativa in materia, di rettificare eventuali comunicazioni non corrette, ponendo rimedio a errori sostanziali ma che non impattano sul bilancio dello stato, oggi rettificabili solo con l’invio di una nuova comunicazione, non essendo percorribile la strada della correzione degli errori formali prevista dalla circolare dell’Agenzia delle entrate n. 33/E del 2022”.

Anche se al momento non sembra esserci spazio per una modifica normativa in tal senso, si dovrà attendere la conclusione dell’iter parlamentare della legge di conversione del DL n. 39/2024, che dovrà terminare entro il 29 maggio prossimo.

Verified by MonsterInsights