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Il Senato ha avviato la discussione del disegno di legge di conversione del Decreto Legge n. 176/2022 (Decreto Aiuti-quater).
Ance richiede delle modifiche sull’attuale impostazione del provvedimento.

Indice

Sono tanti i temi che ANCE ha messo in tavola nel corso dell’audizione in Senato nell’ambito dei lavori in Commissione Bilancio per il disegno di legge di conversione (DDL 345/S) del Decreto Aiuti Quater.
Tra i principali: superbonus, detrazioni fiscali, cessione del credito, caro materiali e qualificazione delle imprese.

L’AUDIZIONE DI ANCE IN SENATO.

La presidente di ANCE, Federica Brancaccio, ha iniziato il suo discorso in Senato ricordando come in questi due anni il settore delle costruzioni abbia trainato il PIL e l’occupazione. Questa crescita ha garantito importanti entrate fiscali, utilizzate anche per finanziare gli aiuti alle imprese e alle famiglie. Più del 30% dei maggiori introiti fiscali, in questi due anni, sono legati al settore costruzioni.
La Brancaccio nel suo discorso ha sottolineato come gli incentivi fiscali legati a interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio siano una dinamica positiva da valorizzare, e non da “tagliare” come sta avvenendo con il DL Aiuti Quater.

LA RIMODULAZIONE DEL SUPERBONUS.

L’audizione è servita per ribadire come il Superbonus rappresenti una “garanzia” finanziaria: nonostante le molteplici (19) modifiche legislative avvenute nel periodo 2020-2022, la misura ha avuto comunque uno straordinario effetto espansivo. Nel 2021 l’incentivo ha fatto registrare una crescita di +20,1% nelle costruzioni e anche nel 2022 questa crescita si è confermata forte con un ulteriore aumento degli investimenti del +12,1 rispetto all’anno precedente.

ANCE, nel suo discorso al Senato ha ribadito come l’Aiuti Quater intervenga in modo significativo sul Superbonus, riducendo l’aliquota dal 110% al 90% dal 2023, fissando così un periodo transitorio molto limitato. Una modifica che interviene su lavori già programmati e che quindi determinerà un rallentamento degli investimenti nella riqualificazione energetica e antisismica degli edifici, compromettendo gli obbiettivi legati alla transizione ecologica.

Secondo ANCE sarebbe essenziale prevedere un termine transitorio congruo così da assicurare il Superbonus 110% agli interventi già programmati.

IL BLOCCO DEI CREDITI FISCALI.

La Brancaccio, a nome ANCE, sulla questione dei crediti fiscali ha ribadito come sia necessario trovare una soluzione efficace per rendere possibile la creazione di un nuovo plafond per le banche, in modo da poter acquistare i nuovi crediti che si andranno a creare e quelli gia esistenti che sono “fermi”, ovvero quei crediti generati da interventi per la riqualificazione edilizi effettuati nei mesi scorso che le banche non riescono ad assorbire.

ANCE, insieme ad Abi, propone un meccanismo “straordinario” e temporaneo di compensazione dei crediti d’imposta, ad oggi fermi nei cassetti fiscali degli istituti di credito, con le somme relative agli F24 della clientela.

LA RIQUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE.

Ance ha ribadito, secondo lei, la necessità di mantenere l’obbligo della qualificazione SOA per le imprese esecutrici degli interventi (superiori a 516mila euro) che usufruiscono dei benefici fiscali e quindi di risorse pubbliche. Quest’obbligo, specifica la presidente Brancaccio, garantirebbe una virtuosa concorrenza tra gli operatori, rappresentando una prima risposta concreta al bisogno di trasparenza, correttezza, affidabilità delle imprese che eseguono lavori di un certo valore assicurando che gli stessi siano eseguiti non solo con una maggiore affidabilità ma anche nel rispetto delle regole di sicurezza sul lavoro.

Il testo completo dell’audizione ANCE in Commissione Bilancio al Senato.

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