Indice
- Il punto del convegno del 15 marzo
- Cessione del credito e sconto in fattura per superbonus ed altri bonus edilizi: le soluzioni possibili
- Superbonus e cessione del credito: dalle misure per l’edilizia libera a quelle per ONLUS e IACP
- Superbonus e cessione crediti: Remissione in Bonis dopo 31 marzo
- Superbonus in detrazione fino a 10 anni
- Superbonus: proroga villette
Si allontana la proposta ABI-ANCE, per permettere alle banche di utilizzare le somme in compensazione con F24 con parte dei debiti dei clienti. Si avvicinano invece i correttivi proposti per l’edilizia libera, il sismabonus acquisti, le ONLUS e le IACP.

Il punto del convegno del 15 marzo
Ad un mese dal nuovo intervento del Governo che ha “cancellato” la cessione del credito e lo sconto in fattura per il Superbonus e gli altri bonus edilizi arrivano alcune anticipazioni sulle misure che dovrebbero rientrare nella legge di conversione del DL 11/2023.
Si allontana la possibilità di rendere concreta la misura proposta da ABI e ANCE, di permettere alle banche la compensazione esterna con F24 dei crediti relativi al superbonus e agli altri bonus edilizi con i debiti dei propri clienti o correntisti.
Si avvicinano invece altre misure correttive, suggerite a diverse voci dalle associazioni di categoria nel corso delle audizioni presso la Commissione Finanze della Camera dei deputati.
Con buone probabilità nella legge di conversione in legge della DL “Blocca cessioni” verranno inserite le misure relative all’edilizia libera, al sismabonus acquisti, gli interventi per le ONLUS e IACP, la proroga per la scadenza delle unifamiliari e la l’intervento per favorire la cessione del credito entro la scadenza di fine mese per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Cessione del credito e sconto in fattura per superbonus ed altri bonus edilizi: le soluzioni possibili
Il confronto sulla cessione del credito del superbonus continua, a quasi un mese dalle novità del decreto 11/2023, approvato dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 febbraio scorso.
L’intervento dell’Esecutivo ha eliminato le possibilità di fruizione indiretta delle agevolazioni edilizie previste dall’articolo 121 del decreto Rilancio, ovvero la cessione del credito e lo sconto in fattura.
Per gli interventi per i quali non è stata presentata una CILA o una CILAS entro il 17 febbraio scorso, data di entrata in vigore della norma, tali opzioni non sono più accessibili.
Rimane il problema del passato, quello dei 19 miliardi€ di crediti incagliati, ossia bloccati nei cassetti fiscali di imprese e contribuenti.
Dopo la chiusura all’acquisto delle somme da parte delle Regioni, altra misura contenuta nel DL 11/2023, nuove soluzioni potrebbero arrivare con la legge di conversione del decreto.
A fare il punto sulle proposte che con buona probabilità dovrebbero essere approvate dalla Commissione Finanze della Camera è il deputato De Bertoldi, relatore della legge di conversione, nel corso del convegno del 15 marzo, organizzato da Eutekne, Consiglio nazionale dei commercialisti e Ordine dei commercialisti di Roma.
Si allontana la possibilità per banche e intermediari finanziari di utilizzare i crediti in compensazione, con modello F24, con una parte dei debiti dei propri clienti.
L’ipotesi, nota come “proposta ABI-ANCE” era già stata avanzata nel mese di novembre scorso ed era già stata scartata ma sembrava tornata tra le soluzioni possibili.
Superbonus e cessione del credito: dalle misure per l’edilizia libera a quelle per ONLUS e IACP
Una delle misure che dovrebbe essere approvata dalla Commissione Finanze della Camera e in via definitiva al termine dell’iter parlamentare è quella che riguarda l’edilizia libera.
Per tali lavori per i quali non è richiesta una CILA la data di inizio lavori sarà individuata dal bonifico di acconto o da un’autocertificazione delle parti in merito alla data di stipula del contratto, precedente al 17 febbraio scorso.
Come chiarito dall’Esecutivo subito dopo l’approvazione del decreto era già stata manifestata la volontà di trovare soluzioni attraverso norme transitorie per permettere il passaggio dal regime precedente a quello del decreto del 16 febbraio a quello successivo.
Tra queste rientrano le misure del cosiddetto sisma bonus cratere: per tali interventi continuerà ad applicarsi la normativa precedente al DL 11 del 2023.
Il ripristino della possibilità di utilizzare lo sconto in fattura sarà previsto anche per le ONLUS e per le IACP.
Saranno infine accolte, con buona probabilità, le proposte relative ai chiarimenti interpretativi richiesti in particolare dai commercialisti.
Tali richieste si concentrano su aspetti tecnici relativi alla normativa antiriciclaggio e i chiarimenti sugli stati di avanzamento.
Infine, nonostante non sia prevista la proroga per la scadenza della comunicazione all’Agenzia delle Entrate della cessione del credito e dello sconto in fattura oltre il 31 marzo prossimo, sarà recepita la proposta per salvare il credito, ovvero quella di comunicare anche nel caso di conclusione dell’istruttoria.
Superbonus e cessione crediti: Remissione in Bonis dopo 31 marzo
Chi non provvede alla comunicazione all’Agenzia delle entrate della cessione del credito entro il 31 marzo, per le spese sostenute nel 2022 e relative al superbonus o ai bonus edilizi, perde le agevolazioni?
Si avvicina la strada della remissione in bonis: possibilità di provvedere all’adempimento entro il 30 novembre, con il versamento della sanzione di 250 euro.
Per chi non riuscisse a provvedere alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate relativa alla cessione di crediti derivanti da spese sostenute nel 2022 si potrebbe aprire la strada della remissione in bonis.
Lo strumento dà la possibilità di rimediare all’effettuazione tardiva dell’adempimento e permette di non perdere l’accesso ai benefici fiscali.
Se adottata tale strada anche per quest’anno, provvedendo al versamento di una sanzione di 250 euro i contribuenti avrebbero quindi la possibilità di inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza del 30 novembre 2023, quella già prevista per l’invio della dichiarazione dei redditi.
Le condizioni da rispettare, riportate all’interno del documento di prassi dell’Agenzia delle Entrate, lo scorso anno consistevano nell’elenco seguente:
- sussistano tutti i requisiti sostanziali per usufruire della detrazione di imposta relativa alle spese dell’anno di riferimento;
- i contribuenti abbiano tenuto un comportamento coerente con l’esercizio dell’opzione, in particolare, nelle ipotesi in cui tale esercizio risulti da un accordo o da una fattura precedenti al termine di scadenza per l’invio della comunicazione;
- non siano già state poste in essere attività di controllo in ordine alla spettanza del beneficio fiscale che si intende cedere o acquisire sotto forma di sconto sul corrispettivo;
- sia versata la misura minima della sanzione prevista.
Superbonus in detrazione fino a 10 anni
Vi abbiamo presentato finora tutte i possibili scenari per la cessione dei crediti dalla soluzione dell’edilizia libera alla remissione in bonis con una multa pari a 250
Vi abbiamo presentato finora tutte i possibili scenari per la cessione dei crediti dalla soluzione dell’edilizia libera alla remissione in bonis con una multa pari a 250€.
Dovrebbero arrivare, si attende anche questo testo emendativo, alcune norme di interpretazione autentica relative all’allineamento delle detrazioni dagli attuali 4 e 6 anni a 10 anni e relative all’allineamento e alla revisione dei termini della comunicazione all’Agenzia delle entrate per la cessione del credito.
Una norma consentirebbe ai cessionari di optare per un orizzonte temporale di utilizzo in compensazione dei crediti di imposta acquistati, su 10 anni al posto di 4 o 6 anni. Tale possibilità riguarderebbe non soltanto il Superbonus ma anche:
- il bonus barriere 75%,
- il sismabonus,
la cui comunicazione di opzione è stata inviata entro il 28.0.03.
Inoltre sullo stesso tema, secondo le affermazione del Sottosegretario Freni il Governo starebbe studiando una ulteriore previsione, ossia quella di ampliare a 10 anni il periodo per portare in detrazione le spese riferite al Superbonus e agli altri bonus edili anche per i proprietari di immobili che non hanno ceduto il credito. La proposta dovrebbe arrivare in Commissione la settimana prossima quando riprenderanno i lavori emendativi.
Infine dalle parole del Ministro Giorgetti alla stampa, si apprende che parrebbe definitivamente chiuso il discorso della compensazione dei crediti incagliati con gli F24 delle banche.
Piattaforma per i crediti bloccati
Il ministro Giorgetti poi ha annunciato la messa a punto di un sistema, “una specie di piattaforma”, che dovrebbe permettere di smaltire tutto l’arretrato. Nella piattaforma, secondo l’annuncio, dovrebbero essere coinvolte alcune delle più importanti partecipate pubbliche, disponibili alla compravendita dei crediti che le banche non riescono ad assorbire.
Superbonus: proroga villette
Confermata invece la proroga per le villette e unifamiliari almeno fino al 30 settembre 2023 conservando l’aliquota piena al 110%, sempre a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.