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La filiera delle costruzioni ha condotto un’indagine sugli incentivi fiscali per interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio.

Indice

Euromedia ha effettuato un’indagine, tra il 28 ottobre e il 2 novembre 2022, commissionata da Harley&Dikkinson su un campione di 1.000 cittadini dove è emerso che per 3 italiani su 4 i bonus edilizi e il superbonus sarebbero determinanti per combattere la crisi energetica e per riqualificare il patrimonio edilizio italiano.

LA PERCEZIONE DEGLI INCENTIVI FISCALI.

Secondo la ricerca, gli incentivi fiscali hanno attivato un processo di transizione ecologica nel nostro Paese, ottenendo risultati utili da un punto di vista ambientale ed economico.
Le famiglie risultano sempre più orientate ad approfondire i temi e le modalità d’uso degli incentivi per la ristrutturazione degli edifici:

  • il 73,8% degli intervistati ha dichiarato di informarsi su vantaggi e criticità in tema di bonus per l’edilizia
  • il 20% ritiene che, grazie agli incentivi, ci saranno reali benefici per la riduzione delle emissioni inquinanti
  • il 50% è comunque consapevole che tali interventi rappresentano solo una piccola parte di una vera transizione e non sempre con ritorni nel breve periodo (56%)

I bonus sono visti dal campione intervistato come una priorità assoluta, infatti il 75% degli intervistati dichiara di vivere in abitazioni che necessitano di adeguamenti strutturali e/o energetici. Tra questi, la maggioranza, è disposta a intervenire con una riqualificazione.

LE CLASSI ENERGETICHE.

E’ emerso un dato significativo, quello delle classi energetiche: il 61,2% degli intervistati non conosce quella della propria abitazione. E’ importante riconoscere gli edifici meritevoli di detrazione, in quanto bisognosi di riqualificazione e reddito dei residenti.
Dalla ricerca risulta non esserci una così netta distinzione tra reddito e residenza in abitazioni in classi energetiche minori: tra i residenti in case con APE pari alla E, alla F e alla G, si conta un 17,3% degli intervistati che reddito basso, ma anche un 13,8% di rispondenti con fascia alta.

Secondo la Filiera delle Costruzioni, con questi dati, è necessario un confronto con il Governo e con il MEF, con lo scopo di realizzare delle proposte strutturali di modifica e integrazione delle norme già in vigore. Questo perché le valutazioni finanziarie degli incentivi devono andare di pari passo con quelle economiche e sociali legate al destino di molte aziende e di molte famiglie.

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