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L’inversione di tendenza sul Superbonus è stata certificata da Enea che, come ben sappiamo, con il report di aprile ha registrato per la prima volta, una “frenata” delle asseverazioni e degli investimenti legati all’utilizzo delle detrazioni 110% e 90% sui lavori di riqualificazione energetica.

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Due visioni sulla Direttiva Green

Cosa ne pensano i commercialisti?

In seguito agli Stati generali dei commercialisti italiani tenutisi a Roma, la riforma fiscale del governo Meloni è stata accolta positivamente dai professionisti del settore, che guardano con fiducia al futuro e alle prossime riforme, come quella dell’IRPEF.

Inoltre, i commercialisti propongono l’introduzione di un superbonus sostenibile e un piano di efficienza energetica per gli alloggi popolari, sostenuto dalle risorse del PNRR e del piano RepowerUE.

Secondo Elbano De Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, una reale semplificazione del sistema fiscale non dipende solo dal numero delle aliquote IRPEF, ma soprattutto dalla semplificazione delle regole della base imponibile e dallo sfoltimento normativo.

Questo approccio permetterebbe di garantire una parità di tassazione a parità di reddito e una maggiore trasparenza per i contribuenti.

Una delle proposte emerse durante gli Stati generali riguarda l’implementazione di un superbonus sostenibile per gli anni 2024 e 2025, rivolto esclusivamente agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici meno efficienti dal punto di vista energetico. Questo piano si concentrerebbe su grandi condomini, immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica e ai nuclei familiari meno abbienti, prevedendo opzioni per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Come sottolineato dal ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, l’Italia conta almeno 10 milioni di fabbricati che necessitano di migliorare la loro classe energetica.

La reintroduzione del Superbonus avrebbe un impatto significativo sull’economia, supportando il comparto edile e garantendo un vero piano di efficienza energetica per le periferie.

Questo intervento potrebbe essere finanziato con le risorse comunitarie per la transizione ecologica, previa l’implementazione di misure antiabuso come il visto di conformità apposto dai commercialisti.

De Nuccio concorda sul fatto che una parte delle risorse del PNRR e del piano RepowerUE potrebbe essere destinata alle imprese.

Questo potrebbe essere attuato attraverso meccanismi di detrazione fiscale o di riconoscimento di crediti di imposta connessi all’installazione di sistemi di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare solare fotovoltaica.

Ovviamente resta necessario tenere presenti le recenti tensioni sui prezzi dell’energia, dove bisogna incentivare gli investimenti in questo settore, tenendo conto che l’attuale quadro normativo favorisce tali interventi solo per i privati cittadini e gli edifici a destinazione residenziale, mentre la maggior parte dei consumi proviene da utilizzi industriali.

Cosa ne pensa Federcepicostruzioni?

Dai numeri che sono emersi da ENEA, essi impongono una riflessione su quanto accadrà in futuro secondo il presidente nazionale di FedercepicostruzioniAntonio Lombardi:

Inizia il calo degli investimenti, che porterà di qui a poco all’azzeramento totale, dopo la frettolosa decisione di cancellare le detrazioni fiscali introdotte dal governo Conte”.

Lombardi sottolinea le pesanti conseguenze per l’economia e per l’occupazione: 

“Ogni miliardo investito sul Superbonus, ha creato 15.132 posti di lavoro: 8.018 nel settore dell’edilizia, 3.641 nell’indotto diretto dei fornitori, 3.473 nell’indotto indiretto.

Si tratta di professionalità che difficilmente le aziende avranno necessità di mantenere e che pertanto verranno espulse dal ciclo produttivo: eppure l’Italia ha da rispettare, con l’Unione europea, impegni precisi che si muovono proprio nella direzione della riqualificazione energetica degli edifici, del contenimento del consumo, dell’adeguamento e messa in sicurezza di immobili vetusti ed energivori”.

Il riferimento è alla EPBD, la Energy Power of Buildings Directive, la c.d. “Direttiva Green”, che pone come obiettivo il raggiungimento delle “emissioni zero” degli edifici entro il 2050, con step intermedi per tutti gli Stati membri, che si configurano particolarmente impattanti ed onerosi per l’Italia.

Ricordiamo che la Direttiva Case Green prevede infatti:

  • il raggiungimento della classe energetica E entro il 2030 (2027 per gli edifici pubblici);
  • il raggiungimento della classe energetica D entro il 2033.

Si tratta del 61% degli immobili (7.622.524), attualmente oltre le classi energetiche minime di tolleranza indicate dall’Europa. Essi infatti necessitano di interventi urgenti di riqualificazione, sul modello di quelli del Superbonus, cancellati dal Governo.

Nasce quindi la necessità di pensare, anche in sede europea, politiche di sostegno per questa tipologia di interventi, con l’obiettivo di incentivare e sostenere la transizione ecologica e raggiungere gli obiettivi secondo il cronoprogramma europeo.

Obiettivo oggi che non può non conciliarsi con interventi di adeguamento sismico. “Non è immaginabile prescindere da concreti e tempestivi investimenti pubblici, ma anche da misure di incentivazione fiscale per smobilitare e attivare capitali privati”, conclude Lombardi.

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