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I dati del Superbonus, aggiornati all’ultimo report di ENEA del 31 maggio 2024, confermano la frenata dell’agevolazione. Dopo i primi tre mesi, che risentono degli effetti della fine del 2023, nello scorso mese le detrazioni maturate sono scese a 88 milioni di euro.

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Era già chiaro dai numeri sviluppati ad aprile e, benché due indizi non facciano ancora una prova, l’ultimo report pubblicato da Enea sull’utilizzo del superbonus energetico confermano la fine delle detrazioni fiscali di cui all’art. 119 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio).

Superbonus: il report Enea di maggio 2024

Nel report Enea aggiornato al 31 maggio 2024 registrati:

  • 248 nuove asseverazioni;
  • 121 milioni di euro di nuovi investimenti ammessi a detrazione;
  • poco più di 102 milioni di euro di nuovi investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione.

Numeri in linea con quanto registrato al 30 aprile 2024 che confermano la fine del Superbonus con i primi 3 mesi dell’anno in cui sono stati asseverati lavori (entro i 90 giorni canonici previsti dalla norma) probabilmente terminati al 31 dicembre 2023.

Una fine dovuta soprattutto alla “cura Giorgetti” che nel corso dell’ultimo anno e mezzo ha emanato diversi provvedimenti con l’unico scopo di mettere un punto ad una detrazione che aveva portato ad un impegno ritenuto eccessivo per le casse dello Stato. Tra questi provvedimenti hanno inciso soprattutto:

  • il Decreto-Legge 16 febbraio 2023, n. 11 (Decreto Cessioni), convertito con modificazioni dalla Legge 11 aprile 2023, n. 38;
  • il Decreto Legge 29 marzo 2024, n. 39 (Decreto Superbonus 2024), convertito con modificazioni dalla Legge 23 maggio 2024, n. 67.

Due provvedimenti che hanno eliminato ogni possibilità di utilizzo delle opzioni alternative alla detrazione diretta (sconto in fattura e cessione del credito) ovvero lo strumento fiscale che più di tutti aveva incentivato questa detrazione consentendone l’utilizzo a chi era privo di capacità economica e/o capienza fiscale.

Investimenti ammessi a detrazione

Da settembre 2021 a maggio 2024 è questo il grafico degli investimenti ammessi a detrazione:

Un andamento i cui numeri maggiori sono stati sviluppati (neanche a dirlo) proprio a ridosso della fine del Superbonus 90/110% (tra settembre e dicembre 2024) con un effetto trascinamento dovuto all’asseverazione Enea da fare entro 90 giorni dal fine lavori, che ha coinvolto i primi 3 mesi del 2024.

A questo punto appare evidente che il Governo non dovrà più preoccuparsi del Superbonus e potrebbe cominciare a pensare seriamente ai problemi di chi è rimasto vittima di questa mortificazione normativa durata 4 anni che ancora oggi non ha avuto risposte concrete dallo Stato (ovvero lo stesso che ha creato questa ragnatela di norme e continue modifiche).

Superbonus: i numeri del mese di maggio 2024

Negli ultimi due mesi le detrazioni maturate per lavori conclusi relativi al superbonus si attestano a circa mezzo miliardo di euro.

A livello generale l’agevolazione ha raggiunto i 122,7 miliardi di euro, con numeri diversi a seconda delle categorie degli edifici in cui gli interventi sono realizzati.

Partendo dai condomini, gli edifici coinvolti sono stati oltre 133 mila per un totale di investimenti di 79 miliardi di euro (comprendendo sia quelli ammessi a detrazione che quelli esclusi). Il totale dei lavori condominiali realizzati e ammessi a detrazione si attesta, al 31 maggio scorso, a 73,5 miliardi di euro.

Gli edifici unifamiliari su cui sono stati realizzati interventi di superbonus sono circa 245 mila. In questo caso il totale degli investimenti è meno della metà di quelli previsti per i condomini: dall’ultimo report dell’ENEA è registrato a 28,7 miliardi di euro. Il totale dei lavori in edifici unifamiliari realizzati e ammessi a detrazione si attesta a 27,4 miliardi di euro.

I numeri delle unità familiari funzionalmente indipendenti sono più bassi. Gli interventi sono stati in totale 117 mila per un totale di investimenti di 11,5 miliardi di euro, 11 dei quali sono ammessi a detrazione.

A completamento del quadro ci sono gli interventi in otto castelli: nel complesso hanno sfiorato i 2 miliardi di euro ma gli importi ammessi a detrazione si attestano sul miliardo di euro.

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