Indice
- Superbonus: tutte le scadenze da ricordarsi
- Superbonus dal 110% al 70%
- Il quoziente familiare: che fine ha fatto? Ecco quello che sappiamo
- Per quanto riguarda la cessione del credito? Cosa dobbiamo aspettarci?
Dalle criticità connesse al blocco della cessione dei crediti edilizi è emersa la necessità di una nuova proroga per i condomini. Le conferme solo a fine settembre.
Aumentano le chance della proroga della maxi agevolazione per i cantieri condominiali di Superbonus attualmente aperti (quasi 12 miliardi).
Secondo quanto circola in ambienti della maggioranza e del Governo, il termine di fine dicembre per completare i lavori al 90 o al 110% potrebbe arrivare al 31 marzo 2024, ma vincolandolo a uno stato avanzamento lavori che potrebbe oscillare intorno al 60% o 70%.

Superbonus: tutte le scadenze da ricordarsi
Al momento l’orizzonte temporale per l’utilizzo del Superbonus è suddiviso tra soggetti beneficiari e adempimenti vari. I soggetti beneficiari che più di tutti hanno utilizzato la detrazione sono:
- condomini e edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. e unico proprietario (art. 119, comma 9, lettera a) del Decreto Legge n. 34/2020);
- edifici unifamiliari e u.i. con accesso autonomo e indipendenza funzionale (art. 119, comma 9, lettera b) del Decreto Legge n. 34/2020).
Per le unifamiliari e le unità immobiliari autonome e indipendenti il Superbonus 110% è terminato il 30 giugno 2022 a meno che entro il 30 settembre 2022 non si è riuscito a completare il 30% dell’intervento complessivo. In quest’ultimo caso la scadenza iniziale era il 31 dicembre 2022, poi progressivamente prorogata prima al 31 marzo 2023 e, infine (al momento), al 31 dicembre 2023.
Sulle unifamiliari e le unità immobiliari autonome e indipendenti è stato previsto un nuovo Superbonus ma con aliquota al 90% e con 3 condizioni di accesso:
- beneficiario proprietario/titolare di altro diritto reale sull’unità;
- unità abitazione principale del proprietario/titolare di altro diritto reale;
- beneficiario con reddito ≤ 15.000 euro (“quoziente familiare”).
Relativamente ai condomini e agli edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. e unico proprietario la situazione si complica notevolmente. Per i condomini (anche minimi o assimilati) è previsto che:
- nel caso di delibera di esecuzione dei lavori entro il 18 novembre 2022 e CILAS presentata entro il 31 dicembre 2022;
- oppure delibera di esecuzione dei lavori tra il 19 e il 24 novembre 2022 e CILAS presentata entro il 25 novembre 2022.
Si potrà mantenere l’aliquota al 110% anche sulle spese sostenute nel 2023. In caso contrario l’aliquota diminuisce al 90% sulle spese sostenute dall’1 gennaio al 31 dicembre 2023.
Per quanto concerne gli edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. e unico proprietario, la condizione per poter utilizzare l’aliquota al 110% per tutto il 2023 è che la CILAS sia stata presentata entro il 25 novembre 2023. In caso contrario, anche in questo caso l’aliquota diminuirà al 90% per tutto il 2023.
Superbonus dal 110% al 70%
Due aspetti sono certi:
- per i condomini e gli edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. e unico proprietario le spese sostenute nel 2024 potranno essere portate in detrazione al 70% e quelle del 2025 al 65%;
- per le unifamiliari e le unità immobiliari autonome e indipendenti il superbonus (che sia al 90% o al 110%) termina il 31 dicembre 2023.
Considerate le problematiche connesse al blocco della cessione del credito, comincia a circolare la voce di una possibile proroga riservata, però, solo ai condomini (non si sa ancora se saranno coinvolti anche gli edifici plurifamiliari da 2 a 4 u.i. e unico proprietario).
La tecnica è sempre la stessa che è andata avanti negli ultimi 3 anni. Si parla di Superbonus come disastro economico e si rimarcano le truffe senza far riferimento al fatto che nel superbonus ne sono state registrate pochissime (appena lo 0,5% degli investimenti complessivi), per poi alla fine prevedere una nuova proroga per dare il più classico dei “contentini”.
Per avere conferme dovremo attendere il 27 settembre quando sarà presentata alle Camere la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF) per aggiornare le previsioni economiche e di finanza pubblica del DEF in relazione alla maggiore disponibilità di dati ed informazioni sull’andamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica.
Un documento che contiene l’aggiornamento degli obiettivi programmatici, che tiene conto anche delle eventuali osservazioni formulate delle istituzioni UE competenti nelle materia relative al coordinamento delle finanze pubbliche degli Stati membri. Un documento che sarà la base da cui arriveranno, quindi, le indicazioni sulla prossima legge di Bilancio.
Una proroga che probabilmente sarà di altri 3 mesi, che arriverà a fine dicembre ma che non avrà alcun beneficio senza che lo Stato si impegni seriamente a mettere un punto sul disastro imprenditoriale e sociale che a causa della schizofrenia normativa degli ultimi 3 anni e mezzo, sta mettendo in ginocchio chi ha avuto l’ardire di credere in una legge e nelle promesse del Governo.
Il quoziente familiare: che fine ha fatto? Ecco quello che sappiamo
Potrebbe, poi, conquistare più spazio il quoziente familiare, già introdotto per le villette nel 2023: quest’anno, infatti, per accedere alla maxi agevolazione al 90% è necessario rientrare nel tetto di reddito massimo di 15mila euro, calcolato in base al numero dei componenti del nucleo.
Questo schema, che ha ridotto moltissimo l’utilizzo del 90%, potrebbe essere applicato con poche modifiche ad altre situazioni, pur vagliandone la costituzionalità.
Per quanto riguarda la cessione del credito? Cosa dobbiamo aspettarci?
In questa strategia potrebbe rientrare una forte limitazione alle molte eccezioni previste, in fase di conversione del Dl n. 11/2023, allo stop alla cessione dei crediti e allo sconto in fattura.
Sono diversi i casi nei quali lo strumento del trasferimento di bonus è rimasto in vita: ad esempio, per il bonus barriere architettoniche (applicabile a un ampio ventaglio di lavori) e per gli interventi con un titolo edilizio presentato entro il 16 febbraio.
La grande massa di Cilas comunicate tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, senza avviare i lavori, ha prodotto un ampio serbatoio di interventi che consentono ancora di cedere. Su tutto questo il Governo potrebbe decidere di stringere le maglie.
Più margini per le detrazioni
Per riequilibrare la forte riduzione del perimetro delle cessioni, l’idea è quella di rimettere le detrazioni al centro del sistema dei bonus.
Per farlo bisogna evitare che, in alcune situazioni, gli sconti fiscali siano strutturalmente troppo pesanti per un reddito medio. La risposta potrebbe passare dalla riproposizione della misura che consente di spalmare i crediti 2022 in dieci annualità. Questo allungamento potrebbe andare anche oltre, fino alle quindici rate.