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Per limitare il peso economico del Superbonus e dei bonus edilizi, da quest’anno non sarà possibile apportare correzioni o integrazioni.

Scade il 4 aprile 2024 il termine per inviare la comunicazione della cessione del credito all’Agenzia delle Entrate.

Quest’anno, per effetto del nuovo decreto, approvato dal Consiglio dei Ministri di martedì, la comunicazione avrà una portata diversa. Non sarà infatti possibile apportare correzioni o integrazioni alle comunicazioni di cessione del credito perché il nuovo decreto ha cancellato la remissione in bonis.

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Comunicazione cessione credito entro il 4 aprile

Il 4 aprile è il termine ultimo per inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione relativa alla scelta di aver optato per la cessione del credito o per lo sconto in fattura in alternativa alla fruizione diretta del Superbonus o degli altri bonus edilizi.

La comunicazione cessione credito deve essere inviata dal beneficiario della detrazione o dal soggetto che rilascia il visto di conformità (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro ed esperti iscritti alle Camere di Commercio).

Il nuovo decreto ha stabilito che da quest’anno, i beneficiari delle detrazioni che commettono imprecisioni o ritardi nella comunicazione relativa alla cessione del credito non potranno avvalersi della remissione in bonis.

Per capire l’impatto del nuovo limite, è utile fare il punto della situazione sulla remissione in bonis e sul perché del nuovo limite.

Comunicazione cessione credito: cosa è e come cambia la remissione in bonis

La remissione in bonis fino ad ora ha consentito di rimediare agli errori nelle dichiarazioni e nella comunicazione di cessione del credito. Si tratta di una possibilità che esiste da tempo, ma dal 2022 è stata estesa anche al Superbonus e ai bonus edilizi. 

La remissione in bonis ha concesso più tempo ai contribuenti che non hanno inviato all’Agenzia delle Entrate la comunicazione per l’esercizio dell’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito nei termini previsti.

Con la remissione in bonis i beneficiari delle detrazioni hanno potuto sanare ad esempio l’omessa o tardiva presentazione dell’asseverazione di efficacia degli interventi per la riduzione del rischio sismico e risolvere i casi in cui non sono riusciti a stipulare un contratto di cessione e non hanno quindi potuto inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate nei termini previsti.

Per avvalersi della remissione in bonis sul Superbonus e gli altri bonus edilizi, i beneficiari delle detrazioni da cedere hanno versato una sanzione di 250 euro per ogni comunicazione inviata in ritardo.

Il nuovo decreto ripristina la situazione preesistente, eliminando la remissione in bonis per i titolari dei crediti fiscali relativi ad interventi agevolati con il Superbonus e gli altri bonus edilizi.

Comunicazione cessione credito: perché e stata eliminata la remissione in bonis

Il motivo di questa decisione è stato spiegato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Continuando a consentire la remissione in bonis, i titolari dei crediti relativi al Superbonus e ai bonus edilizi avrebbero avuto tempo fino al 15 ottobre 2024 (termine per l’invio della dichiarazione dei redditi) per inviare la comunicazione di cessione del credito e quindi utilizzare i bonus edilizi.

L’obiettivo del Governo, invece, è avere chiaro l’ammontare del complesso delle opzioni esercitate e delle cessioni stipulate per limitare i costi della cessione del credito.

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