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CANDE, Class Action Nazionale Edilizia, ha elaborato un documento di riepilogo dettagliato che riguarda il Superbonus e il meccanismo di cessione del credito.

Indice

A fine 2022 sembrano chiare le intenzioni del Governo e del Parlamento relativamente alle detrazioni fiscali sul 110%, che a breve diminuirà al 90%, e al meccanismo di cessione del credito, ormai fermo da 12 mesi di correttivi.

COME CAMBIA LA CESSIONE DEL CREDITO?

Le uniche soluzioni al momento all’esame del Parlamento riguardano:

  • la possibilità per i cessionari, limitata ai crediti d’imposta le cui comunicazioni di cessione o di sconto in fattura sono state inviate all’Agenzia delle entrate entro il 31 ottobre 2022, di ripartire il superbonus in 10 rate annuali (anziché le 4/5 previste per chi matura l’incentivo)
  • la terza cessione nei confronti di soggetti qualificati ovvero banche, intermediari e assicurazioni che porterà il totale delle cessioni consentite a 5 (1 libera, 3 ai soggetti qualificati, 1 dai soggetti qualificati ai correntisti non consumatori)
  • la possibilità per le imprese in crisi di liquidità che hanno crediti da superbonus bloccati, di ottenere una garanzia da SACE S.p.A. per ottenere un finanziamento

Queste misure però per il comparto delle costruzioni non sembrano rappresentare una soluzione al problema del blocco dei crediti che sta al momento lacerando il tessuto economico del Paese.

COME RISOLVERE QUESTO PROBLEMA?

Una proposta arriva da CANDE, che propone:

  • la pubblicazione di un Decreto che dia mandato ad Agenzia delle Entrate, entro termini temporali definiti, di elaborare una check list documentale unica per tutti (società di revisione, commercialisti, liberi professionisti ecc.). In tale modo ogni cessionario saprà esattamente in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine come la GDF, quali documenti dovrà tenere conservati, esibirli in caso di controllo ed avere certezza di dovere e diritto. La check list unificata renderebbe inoltre più fluida la lavorazione di pratiche ed efficace il sistema di controllo ante e post interventi
  • il coinvolgimento nell’acquisto dei crediti di società private e/o partecipate che hanno molta capacità di assorbimento dei crediti d’imposta
  • la regolamentazione dei tassi di “sconto” sull’acquisto dei crediti fiscali.

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