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Il Ministro dell’Economia Giorgetti ha anticipato la possibilità che il Governo intervenga per certificare i bonus edilizi e incentivarne l’acquisto.

Nell’ambito delle misure di stimolo economico e riforma del settore edile, il governo sta valutando l’introduzione di un “bollino blu“. Questa certificazione, rilasciata dalla Guardia di Finanza e apposta dal Fisco, rappresenta una garanzia sulla validità dei crediti legati ai bonus edilizi e al superbonus 110%.

Questo articolo esplora in dettaglio il ruolo e le implicazioni del bollino blu, in particolare per consentire lo sblocco dei crediti incagliati.

Ripercorriamo i momenti chiave della cessione del credito

Primo momento chiave

Il primo coincide con il 12 novembre 2021, data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 157/2021 (Decreto antifrode), in vigore fino al 31 dicembre 2021 e poi abrogato, con contenuti rimessi (per velocizzare i tempi) all’interno della Legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022).

Questa è certamente una data fondamentale per chi si è occupato di bonus edilizi utilizzando il meccanismo delle opzioni alternative, perché a partire dal 12 novembre 2021 diventano obbligatorie:

  • l’asseverazione di congruità delle spese sostenute;
  • il visto di conformità.

I due strumenti, già previsti nel superbonus, vengono estesi (colpevolmente in ritardo) a tutti i bonus edilizi che fino a quel momento hanno consentito una circolazione del credito senza controllo. Le principali frodi accertate dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza hanno, infatti, riguardato proprio queste detrazioni, come il bonus facciate (principale artefice delle truffe), antecedenti il 12 novembre 2021.

Il Decreto antifrode, inoltre, potenzia i controlli dell’Agenzia delle Entrate inserendo l’art. 122-bis all’interno del decreto Rilancio. Un articolo che rafforza i controlli preventivi, prevedendo che il Fisco possa intervenire entro 5 giorni per sospendere le cessioni che presentano alcuni particolari profili di rischio.

Secondo momento chiave

Sebbene con il D.L. n. 157/2021 fossero state risolte le principali cause delle frodi e potenziati i controlli del Fisco, comincia a passare il messaggio (sbagliato e che continua a circolare ai nostri giorni) che il problema non fosse la detrazione ma il meccanismo di cessione.

Piuttosto che agire sulla verifica e sul controllo del credito, il Governo interviene il 27 gennaio 2022 con il Decreto Legge n. 4/2022 (Decreto Sostegni-ter) che dall’oggi al domani stravolge lo strumento fiscale che più di tutti era riuscito a fare raggiungere l’obiettivo del Decreto Rilancio: la cessione del credito.

Da questo momento terminano le possibilità di circolazione infinita del credito (la moneta fiscale) e le cessioni vengono limitate prima a 1 e progressivamente a 2, 3, 4 e le 5 dei nostri giorni.

Tre problemi che permangono

Nonostante l’aumento del numero di cessioni, restano almeno tre problematiche:

  • la scarsa fiducia del mercato, bombardata da interviste e articoli di stampa che parlano delle frodi nel superbonus (fatto che è stato ampiamente smentito dai dati che parlano di frodi per appena lo 0,5% degli investimenti complessivi in questa misura);
  • la parte di crediti ante 12 novembre 2021, molti dei quali nelle pance di istituti bancari e altri soggetti (Poste Italiane su tutti) che fino a quel momento li avevano acquistati senza preoccuparsi di una attenta verifica preventiva;
  • il sequestro preventivo dei crediti fiscali (art. 321 del c.p.p.) che coinvolgerebbe anche il cessionario senza responsabilità.

La soluzione del Governo

Dopo quasi due anni di interventi normativi che hanno provato a riaprire l’acquisto dei crediti edilizi, potrebbe arrivare all’interno della legge di conversione del Decreto Legge n. 104/2023 (Decreto Asset) la soluzione definitiva.

Una soluzione anticipata dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che nel corso di un Question Time alla Camera ha affermato:

Sono lo studio dell’esecutivo strumenti attraverso i quali consentire la verifica della bontà di quelli ancora in possesso dei cittadini e imprese e sorti nel periodo antecedente l’introduzione dei vincoli di appropriatezza tale circostanza dovrebbe contribuire a rimuovere gli ostacoli frapposti alla loro cessione“.

Potrebbero arrivare, dunque, dei controlli sul credito che ne accerterebbero la veridicità. Una sorta di “bollino” da parte del Fisco che renderebbe il credito più appetibile perché esente dalle problematiche relative al sequestro preventivo o dalla necessità di dover controllare adeguatamente tutta la documentazione.

Il bollino blu si colloca nel contesto di una strategia governativa più ampia. In particolare, prende forma come risposta al problema dei crediti incagliati, ovvero quei crediti che, per varie ragioni, sono difficili da far circolare nel mercato.

Ma come funziona questo bollino blu?
  • Convalida e certificazione: il bollino blu funge da sigillo di approvazione, attestando la legittimità dei crediti. La certificazione permette di distinguere i crediti validi da quelli potenzialmente problematici, agevolando così le operazioni di acquisto e vendita.
  • Trasparenza e fiducia: uno degli obiettivi principali del bollino blu è infondere maggiore fiducia nei potenziali acquirenti, rassicurandoli sulla bontà dei crediti in circolazione, soprattutto quelli nati prima dell’introduzione di misure antifrodi.
  • Effetti sul mercato: grazie a questa certificazione, il mercato dei crediti dovrebbe beneficiare di una ripresa, poiché le incertezze relative all’acquisto si riducono notevolmente. Gli investitori sono, quindi, più propensi ad acquistare crediti certificati.

Il Superbonus 110% è strettamente legato agli interventi di efficienza energetica e ristrutturazione. Il bollino blu, in questo contesto, può rappresentare un incentivo ulteriore per gli interventi in questo settore, dando un ulteriore slancio alle politiche di sostenibilità e risparmio energetico.

Cosa aspettarsi quindi dal bollino blu?

Il bollino blu è un’iniziativa promettente che potrebbe svolgere un ruolo chiave nella risoluzione dei problemi associati ai crediti incagliati e nel successo dei programmi di bonus edilizi.

Se implementato efficacemente, potrebbe contribuire a far ripartire il mercato dei crediti, rendendolo più fluido e dinamico, con effetti positivi non solo per i potenziali acquirenti ma anche per l’economia in generale.

Con l’introduzione di questo strumento, il governo cerca di creare un equilibrio tra la necessità di stimolare l’economia e quella di mantenere alti standard di trasparenza e affidabilità.

Resta da vedere come il bollino blu verrà implementato nella pratica e quali saranno gli effetti a medio e lungo termine, ma le premesse sono certamente incoraggianti.

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