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Il Governo vuole mandare in pensione il vecchio sistema di detrazioni fiscali, ma cerca di riscrivere gli incentivi perché la riqualificazione non può fermarsi.

È in arrivo un nuovo Superbonus, con aliquote del 60% o 100%?

È in fase di definizione un nuovo sistema di detrazioni per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza antisismica degli edifici.

nuovo superbonus proposta di legge

Se, da una parte, le modifiche al Superbonus, che il Governo considera troppo costoso, scoraggiano l’avvio di nuovi interventi, dall’altra parte bisogna considerare che la riqualificazione energetica ed edilizia non può fermarsi. Il patrimonio immobiliare deve infatti adeguarsi agli obiettivi di efficientamento e decarbonizzazione fissati a livello internazionale.

Già dalla stesura della prima bozza della delega fiscale, il Governo sta quindi tracciando un nuovo sistema di detrazioni fiscali.

Sul tema del nuovo Superbonus sono stati presentati due disegni di legge che ipotizzano nuove regole per le detrazioni fiscali. 

Uno dei ddl è targato Lega, riflette le posizioni della maggioranza e potrebbe trovare un appoggio maggiore all’interno del Governo. L’altro ddl è stato presentato dal Movimento 5 Stelle e come primo firmatario ha l’on. Agostino Santillo, uno dei sostenitori del vecchio Superbonus.

Al momento entrambi i disegni di legge sono in Parlamento da mesi e non hanno iniziato il proprio iter. È probabile che restino su un binario morto e che i contenuti del testo presentato dalla maggioranza confluiscano nella legge di Bilancio.

La reale portata degli incentivi potrà infatti essere definita solo sulla base della dotazione finanziaria della legge di Bilancio. Ad ogni modo, i contenuti sono utili per capire gli argomenti su cui il Governo dovrà confrontarsi e la compatibilità delle nuove ipotesi con gli obiettivi posti a livello europeo.

Superbonus 60-100%: la struttura della proposta di legge

La proposta di legge prevede al momento X articoli:

  • Art. 1. – Disposizioni in materia di detrazione delle spese per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
  • Art. 2. – Fondo per contribuenti incapienti.
  • Art. 3. – Ulteriori disposizioni agevolative
  • Art. 4. – Disposizioni finanziarie

Viene sostanzialmente previsto un bonus base del 60%, fino ad un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo, con un orizzonte temporale sufficientemente ampio (12 anni), finalizzato al miglioramento antisismico ed energetico del patrimonio immobiliare.

L’obiettivo è il raggiungimento almeno della classe di prestazione energetica E dell’edificio entro il 2035 e della classe di prestazione energetica D entro il 2040.

La detrazione base diventa poi un vero e proprio Superbonus con un’aliquota del 100% al verificarsi di 3 condizioni contemporaneamente:

  • gli interventi devono riguardare l’abitazione principale del contribuente;
  • gli interventi devono essere eseguiti da contribuenti con reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro annui, innalzato in base al numero dei componenti del nucleo familiare secondo la tabella di cui all’articolo 119, comma 8-bis.1 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77;
  • gli interventi riguardano edifici di classe di prestazione energetica G, con obbligo di raggiungere la classe E entro il 2035.

Nuovo Superbonus al 60% o 100%

Il ddl sul nuovo Superbonus presentato dalla Lega scende più nello specifico e ipotizza una detrazione del 60%, dal 2024 al 2035, per gli interventi per i lavori antisismici e gli interventi di efficientamento energetico finalizzati al raggiungimento almeno della classe di prestazione energetica E dell’edificio entro il 2035 e della classe di prestazione energetica D entro il 2040.

Il ddl prevede un valore massimo della detrazione pari a 100mila euro e una ripartizione in 10 anni.

La detrazione potrebbe essere pari al 100% al ricorrere di tutte le seguenti condizioni:

  • interventi realizzati sull’abitazione principale;
  • interventi realizzati da contribuenti con reddito di riferimento fino a 15mila euro;
  • interventi su edifici in classe G, con obbligo di raggiungere la classe E entro il 2035.

Secondo il ddl, chi rispetta queste tre condizioni potrà optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito. Sono inoltre previsti finanziamenti agevolati per gli incapienti.

Questo pacchetto di incentivi dovrebbe costare 20 milioni di euro a decorrere dal 2023, a valere sul Fondo del Mef per esigenze indifferibili istituito dalla Legge di Bilancio per il 2015.

Nuovo Superbonus dal 40% al 100%

L’altro ddl, presentato dal M5S, parte da un’aliquota di detrazione più bassa, pari al 40%, fino ad un ammontare complessivo della stessa pari a 96mila euro, per tutti gli interventi oggi agevolati con il bonus ristrutturazioni (bonus 50% che scenderà al 36% dal 2025).

Sono inoltre previste percentuali di detrazioni aggiuntive per i lavori antisismici, per gli interventi che portano al miglioramento della classe di prestazione energetica degli edifici e per l’uso di materiali riciclati.

Anche in questo caso, il ddl ipotizza un’aliquota al 100% per:

  • l’installazione di impianti eolici di piccola taglia o di impianti solari fotovoltaici e termici sugli edifici e manufatti fuori terra, co contestuale o successiva installazione dei sistemi di accumulo;
  • l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici;
  • gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Il ddl prevede la possibilità di optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione.

Secondo le stime del ddl, questi incentivi dovrebbero costare in totale 11,2 miliardi di euro fino al 2031, sempre a valere sul Fondo del Mef per esigenze indifferibili istituito dalla Legge di Bilancio per il 2015.

Nuovo Superbonus: gli obiettivi UE della Direttiva Case Green

Il ddl presentato dalla maggioranza sembra in linea con gli obiettivi della Direttiva Case Green, che punta all’aumento del tasso di ristrutturazioni e alla riduzione del consumo energetico e delle emissioni nel settore edilizio.

La Direttiva stabilisce che gli edifici residenziali dovranno raggiungere, come minimo, la classe di prestazione energetica E entro il 2030, e D entro il 2033. Per gli edifici non residenziali e quelli pubblici il raggiungimento delle stesse classi dovrà avvenire rispettivamente entro il 2027 (E) e il 2030 (D).

La classe G dovrà corrispondere al 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro.

La Direttiva prevede inoltre che sia eliminato gradualmente l’uso di impianti di riscaldamento a combustibili fossili in tutti gli edifici.

Ricordiamo che la Direttiva Case Green è stata approvata a marzo dal Parlamento Europeo, ma sono in corso interlocuzioni e confronti con i Paesi membri che in alcuni casi, come per l’Italia, hanno affermato di non essere soddisfatti dal testo.

Nuovo Superbonus e PNIEC

L’accelerazione nel ritmo di efficientamento degli edifici esistenti è prevista e la revisione del sistema di incentivi sono presenti anche nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Si tratta del documento che i Paesi membri inviano all’UE per delineare le politiche utili ad attuare gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti.

L’ultima bozza, datata giugno 2023, prevede di incrementare il tasso di ristrutturazione degli edifici, aumentare la diffusione delle tecnologie per l’elettrificazione dei consumi, per l’automazione e il controllo e incrementare gli interventi di isolamento delle superfici disperdenti.

Per quanto riguarda il riscaldamento degli edifici, il PNIEC intende sfruttare a pieno il potenziale di riduzione dei consumi offerto dalle pompe di calore come sistema principale di riscaldamento, da istallare sia in corrispondenza di riqualificazioni profonde degli edifici che ad integrazione dei sistemi di distribuzione del calore vigenti. Lo sviluppo delle pompe di calore e dell’elettrificazione degli altri usi sarà favorito dalla crescente diffusione di impianti fotovoltaici domestici.

Per raggiungere questi obiettivi, il PNIEC prevede una riforma degli incentivi fiscali in grado di incrementarne il rapporto tra beneficio e costo per lo Stato. I nuovi incentivi daranno la priorità agli interventi sugli edifici meno performanti e alle situazioni di povertà energetica e saranno graduati in base al livello di prestazione energetica ottenuta con l’intervento, alla riduzione dei consumi e all’uso di rinnovabili.

Alla luce delle intenzioni proclamate più volte dal Governo e degli obiettivi dell’Italia a livello internazionale, è quindi certo che il sistema delle detrazioni fiscali cambierà per garantire che la riqualificazione del patrimonio edilizio proceda senza gravare eccessivamente sulle casse dello Stato.

Resta solo da capire quale sarà la reale disponibilità finanziaria, sulla base delle priorità che l’Esecutivo vorrà perseguire. Le percentuali di detrazioni e la platea dei beneficiari dipenderanno dalle risorse in campo.

Misure per i contribuenti incapienti

Sono previste due diverse misure a sostegno dei contribuenti che si trovano nelle condizioni reddituali di cui all’articolo 119, commi 8-bis e 8-bis.1, del Decreto Rilancio:

  • un contributo erogato dall’Agenzia delle entrate, secondo criteri e modalità determinati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge;
  • la possibilità per chi accede al superbonus 100% di optare per il meccanismo alternativo alla detrazione fiscale (sconto in fattura e cessione del credito).

Viene, inoltre, previsto che gli istituti di credito e gli intermediari finanziari possano finanziare i contribuenti incapienti per il pagamento delle forniture mediante i crediti ricevuti in garanzia, con divieto di cedere a terzi il credito eventualmente ricevuto dal committente o appaltatore.

Aspetti positivi e negativi

Bene prevedere un orizzonte temporale ampio (dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2035) che consenta al comparto di organizzarsi senza la fretta delle scadenze ravvicinate.

Bene anche aver previsto un bonus base che possa arrivare a coprire il 100% delle spese (con un limite massimo di 100.000 euro). Delle 3 condizioni, la prima e la terza potranno certamente dare un ordine di priorità che consentirà di avviare gli interventi più urgenti. Sulla seconda condizione mi tengo qualche riserva perché si è abbandonato l’ISEE (certamente più collaudato) a favore del reddito di riferimento che premia solo la numerosità della famiglia e non effettivamente il reddito basso.

Tra gli negativi si segnala:

  • la totale assenza di qualsiasi meccanismo di controllo (asseverazione di congruità delle spese, visto di conformità) che è servito nel superbonus 110% per ridurre al minimo le possibilità di frodi;
  • non si è minimamente presa in considerazione l’esperienza della cessione del credito del Decreto Rilancio e non si è fatto alcun riferimento all’art. 121 del Decreto Rilancio;
  • viene rimandata ad un provvedimento attuativo dell’ABI la definizione delle modalità operative della cessione del credito.

Ben vengano le proposte di legge per una nuova detrazione. Al contempo appare sempre più urgente risolvere i problemi degli esodati del superbonus. Imprese, professionisti e contribuenti che si sono fidati di una legge dello Stato che lo Stato ha stravolto in corsa senza pernsare di trovare soluzioni valide per chi ha avviato un intervento senza capacità economica e/o capienza fiscale.

Benché sia solo una proposta di legge, sembrerebbe che l’intento sia stato quello di azzerare qualsiasi esperienza e ripartire quasi da zero. La speranza è che questa proposta possa essere condivisa con i professionisti che in questi 3 anni hanno maturato esperienza sul campo con i bonus edilizi e che il Parlamento possa mettere a punto una legge organica che resti immutata per tutto l’orizzonte di riferimento, senza le ormai note modifiche a colpo di decreto legge.

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