Indice
- Proroga Superbonus condomini: bocciati gli emendamenti
- Superbonus e bonus edilizi: per il Governo pesano sulle casse dello Stato
Sono stati bocciati gli emendamenti che chiedevano 3 o 6 mesi in più per i lavori a buon punto. E nella Nadef il Governo sottolinea gli effetti negativi dei bonus edilizi.
Non ci sarà la proroga del Superbonus al 110% o al 90% per i condomìni. Ieri le Commissioni Ambiente e Industria del Senato hanno respinto gli emendamenti al disegno di legge per la conversione del Decreto Asset e Investimenti che proponevano di concedere qualche mese in più, alle attuali condizioni agevolative, ai condomìni con lavori a buon punto.

La bocciatura degli emendamenti non lascia stupiti perché riflette la contrarietà al Superbonus manifestata dal Governo e da parte della maggioranza.
Nel frattempo, sempre nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef). Nel documento, il Governo sottolinea gli effetti negativi dei bonus edilizi e del Superbonus in particolare.
Proroga Superbonus condomini: bocciati gli emendamenti
In sede di conversione del Decreto Asset e Investimenti, maggioranza e opposizione avevano presentato una serie di emendamenti con l’obiettivo di prorogare il Superbonus per i condomìni con l’aliquota più alta attualmente vigente.
Alcuni emendamenti proponevano una proroga del Superbonus al 110% o al 90% per tutto il 2024. Altri chiedevano invece una proroga di qualche mese del Superbonus al 110% o al 90%, fino al 31 marzo 2024 o al 30 giugno 2024, ma solo per i condomìni che avessero completato almeno il 30% dell’intervento complessivo entro il 31 dicembre 2023.
Queste ipotesi sono sfumate e i condomini che non completeranno i lavori entro la fine dell’anno potranno continuare ad usufruire del Superbonus, ma otterranno una detrazione del 70% nel 2024.
Ma qual è l’entità degli edifici e dei lavori che erano interessati alla proroga?
Per fare una stima possiamo rifarci ai dati diffusi a fine agosto da Enea, che fotografano l’utilizzo della detrazione per l’efficientamento energetico degli edifici.
I condomìni che hanno usufruito o stanno usufruendo del Superbonus sono circa 74mila. In totale, i lavori ammessi a detrazione ammontano a 47 miliardi di euro. Quelli realizzati, ammessi a detrazione, sono il 74% e ammontano a circa 35 miliardi di euro. Sono quindi in corso lavori per circa 12 miliardi di euro. Per questi lavori era stata prospettata la proroga del Superbonus al 110% o 90% anche dopo il 31 dicembre 2023. Con la bocciatura degli emendamenti, invece, i lavori che non saranno completati entro la fine dell’anno, nel 2024 dovranno “accontentarsi” del Superbonus al 70%.
La bocciatura degli emendamenti è in linea con le intenzioni del Governo. Subito dopo l’estate la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito il Superbonus una truffa ai danni dello Stato, mentre nei giorni scorsi il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato che il Superbonus non sarebbe stato prorogato nelle forme fino ad ora conosciute.
“Abbiamo appena concluso i lavori delle commissioni 8ª e 9ª del Senato con un risultato pessimo per gli italiani: governo e maggioranza hanno bocciato tutti gli emendamenti in materia di superbonus”.
Così i senatori Pd Michele Fina, Lorenzo Basso e Nicola Irto hanno commentato la bocciatura degli emendamenti.
“Tutto questo – spiegano – mentre la questione dei crediti incagliati mette in ginocchio esodati del superbonus e imprenditori onesti che si sono fidati dello Stato ma sono oramai relegati, sempre più, nel totale disinteresse del Governo.
Si chiude così l’ennesima giornata di lavori parlamentari nella quale le legittime aspettative di un intero comparto sono state ancora una volta mortificate e tradite”.
Superbonus e bonus edilizi: per il Governo pesano sulle casse dello Stato
Il peso che Superbonus e bonus edilizi hanno sui conti pubblici è stato messo in evidenza anche in fase di approvazione della Nadef.
Come illustrato dopo la riunione del CdM, “per quanto riguarda il profilo del debito, si osserva che in particolare i bonus edilizi comportano un sostanziale incremento del fabbisogno pubblico nel corso della legislatura”.
Nella spiegazione sull’andamento del rapporto debito/Pil, il Governo sottolinea che “il saldo di finanza pubblica conseguito a fine periodo e il venire meno degli effetti negativi sul saldo di cassa dovuti al Superbonus consentiranno di ottenere una discesa molto più rapida del rapporto debito/PIL, con l’obiettivo di tornare ai livelli pre-crisi entro la fine del decennio”.