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L’aggiornamento del Manual on Government Deficit And Debt (MGDB) di Eurostat sulle misure per la riapertura della cessione dei crediti edilizi.

Indice

Le nuove regole previste da Eurostat sono state esposte nel Manual on Government Deficit and Debt, nella versione aggiornata con i dati relativi al 2022.
Il Manual on Government Deficit and Debt è un documento di 500 pagine in cui vengono indicate le modalità di registrazione e classificazione delle somme dei crediti fiscali e stabilisci nuovi paletti per la cessione di essi.

COSA PREVEDONO LE NUOVE REGOLE DI EUROSTAT.

L’aggiornamento del Manual on Government Deficit and Debt è arrivata pochi giorni fa fornendo delle indicazioni per quanto riguarda la “registrazione dei crediti fiscali”.
Nello specifico si parla dei “Borderline cases between payable and non-payable tax credits” ovvero dei casi limite tra crediti d’imposta pagabili e non pagabili.
Eurostat fa una distinzione tra:

  • crediti non pagabili
  • crediti pagabili

CREDITI “NON PAGABILI”

Il credito considerato “non pagabile” (o anche “non esigibile”, “a fondo perduto” o “sprecabili”), è quello tale per cui tutti gli importi del credito d’imposta che eccedono il debito del contribuente nel periodo d’imposta sono persi.
In questo caso il credito va a riduzione delle entrate fiscali per la quota detraibile nell’anno.

CREDITI “PAGABILI”

Il credito considerato “pagabile” (o anche “rimborsabile” o “non sprecabili”), sono quelli in cui l’intero l’importo del credito d’imposta viene comunque corrisposto al beneficiario, comportando il pagamento dell’eccedenza quando lo sgravio fiscale è superiore al debito d’imposta.
In un sistema di crediti d’imposta pagabili, i pagamenti o gli obblighi di pagamento sono concessi indipendentemente dall’entità del debito d’imposta, anche nel caso dove non sussiste alcun obbligo fiscale.
I crediti d’imposta pagabili sono quindi passività pubbliche non contingenti e quindi esse rappresentano un obbligo attuale per il governo.

Il Manual on Government Deficit and Debt classifica poi i “debiti pagabili” in base a tre fattori principali:

  • la cedibilità
  • la differibilità agli anni successivi
  • la possibilità di compensare i crediti con qualunque tipo di imposta o contributo sociale.

COSA SUCCEDE ORA?

Le regole per la classificazione e la contabilizzazione rischiano insomma di complicare ancora di più la situazione.
Da un lato c’è l’esigenza di imprese, banche e contribuenti di recuperare le somme investite in lavori legati alle pratiche del Superbonus e di altri contributi edilizi, dall’altro c’è però anche il bisogno strutturale dello Stato di non gravare ulteriormente sulle casse pubbliche.

Nel caso di cessione dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi e al Superbonus, ci sarà maggiore probabilità di riscossione se gli stessi sono ceduti a terzi e possono essere utilizzati per abbattere il debito fiscale tramite detrazione.

Attualmente sono numerosi i crediti cosiddetti “incagliati”, che mettono in pericolo gli investimenti di cittadini e imprese. Un altro nodo ancora tutto da discutere e da risolvere è quello legato alla responsabilità dei cessionari nel caso di crediti bloccati per frodi.

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