Superbonus a rischio? cosa deciderà di fare il nuovo Governo di Centrodestra con i bonus edilizi?
Vediamo insieme le ipotesi allo studio, anche sulla cessione del credito.
Indice
- SUPERBONUS A RISCHIO? LA POSIZIONE DEL CENTRODESTRA.
- COME CAMBIANO SUPERBONUS E CESSIONE DEL CREDITO CON IL GOVERNO DI CENTRODESTRA.

Come cambia il Superbonus 110% ora che il Centrodestra ha vinto le elezioni politiche 2022? Il primo partito è Fratelli d’Italia, il secondo è Partito Democratico e il terzo è il Movimento 5 stelle.
Questi partiti, che hanno ricevuto più voti dagli italiani, hanno posizioni differenti per quanto riguarda il bonus 110% per la riqualificazione energetica e la sicurezza antisismica.
SUPERBONUS A RISCHIO? LA POSIZIONE DEL CENTRODESTRA.
Ai tempi della prima ondata di pandemia, i primi a gettare le basi per il 110% sono stati i 5 Stelle, con due punti forti:
- aliquota altissima, che praticamente consente di fare i lavori in casa quasi a costo zero
- modalità di fruizione dell’agevolazione
Per il primo periodo, la cessione del credito è stata illimitata sia verso le imprese che hanno svolto lavori, sia verso le banche. Queste meccanismo ha portato alla nascita di un giro di truffe a danno dello Stato, con un giro di miliari di crediti inesistenti.
Il Governo Draghi, successivamente, ha arginato la situazione introducendo una serie di regole per la cessione del credito, introducendo anche una serie di cambiamenti con la legge di Bilancio 2022.
In particolare, il superbonus resterà al 110% solo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, poi scenderà al 70% per le spese del 2024 e al 65% per le spese del 2025.
Questa è la situazione ad oggi, ma con il cambio Governo cosa succederà?
Guardiamo insieme le posizioni dei partiti di Centrodestra:
- Fratelli d’Italia: parla della salvaguardia delle situazioni in essere e del riordino degli incentivi all’interno dei bonus edilizi
Alcune dichiarazioni della Leader:
“Basta con la miope politica dei bonus, da sostituire con misure stabili e durature.”
“Penso che il superbonus debba essere rivisto, riordinato l’intero sistema delle agevolazioni edilizie e dal mio punto di vista unificando l’entità dei bonus che non dovrebbe mai superare l’80% del costo sostenuto. Personalmente lo indirizzerei prevalentemente verso la prima casa, semplificando le norme e con controlli adeguati. Ma abbiamo bisogno di tutelare i cosiddetti esodati del 110%, cioè accompagnare alla scadenza della norma secondo il principio del legittimo affidamento, per cui a chi ha iniziato i lavori nn puoi modificare le norme.”
- Lega: propone un intervento per garantire l’agevolazione fiscale per tutti i soggetti che hanno già maturato il diritto. Vorrebbe lavorare per rendere il superbonus più coerente e applicabile, contemperando le esigenze di contenimento degli oneri a carico dello Stato con quelle di riqualificazione energetica e adeguamento antisismico degli edifici, rispondendo agli interessi e alle preoccupazioni dei proprietari di casa, imprese e tecnici. Il leader della Lega ha promesso in campagna elettorale una proroga con meccanismi di décalage dell’incentivo anche dopo il 2023.
- Forza Italia: parla di razionalizzazione e semplificazione della normativa sugli incentivi edilizi, sull’efficientamento energetico e sul sisma bonus, “rendendola strutturale“.
COME CAMBIANO SUPERBONUS E CESSIONE DEL CREDITO CON IL GOVERNO DI CENTRODESTRA.
Ci potrebbe essere un cambio dell’intero comparto dei bonus edilizi, visto che tra i principali obbiettivi del Centrodestra c’è quello di ordinare il panorama delle agevolazioni fiscali legate ai lavori in casa.
Le modifiche potranno riguardare anche la semplificazione delle regole e l’eliminazione della responsabilità sociale. Si tratta di un compromesso raggiunto con un emendamento al dl Aiuto bus, con cui viene circoscritta la responsabilità.
Questa regola potrebbe saltare, con lo scopo di sbloccare i crediti d’imposta accumulati nei cassetti fiscali delle imprese.
L’obbiettivo dichiarato è quello di semplificare le regole. Ma anche di ridurre l’ammontare del bonus che si può ottenere, abbassando l’aliquota intorno al 70/80%.