Indice
- Superbonus: il monitoraggio Enea
- Superbonus: lavori nei condomini al 95%
- Superbonus: la chiave per la riforma edilizia
I dati Enea mostrano i dati più bassi di sempre: l’aumento delle detrazioni per lavori conclusi si è dimezzato rispetto al mese scorso.
Si è quasi fermata la corsa del costo delle detrazioni Superbonus. Il dato emerge dal report diffuso nei giorni scorsi da Enea.
Il report fotografa la situazione al 31 agosto 2024 e riporta cifre che si discostano di pochissimo da quelle di fine luglio.

Superbonus: il monitoraggio Enea
Sulla fine del Superbonus, benché dal punto di vista normativo restano gli ultimi scampoli del 2024 con aliquota al 70% e tutto il 2025 al 65%, le ultime 5 rilevazioni condotte da Enea confermano un trend ampiamente negativo che dimostra la ormai ferma diffidenza dei contribuenti e di tutti gli operatori coinvolti per questa misura fiscale.
Da luglio ad agosto 2024 il totale delle detrazioni fiscali maturate per lavori conclusi è aumentato di poco più di 57 milioni di euro, seguendo un andamento visibile nei seguenti due grafici:


Dal secondo grafico si evince che il punto più alto è stato raggiunto a dicembre 2023 con un totale di detrazioni ammesse per lavori conclusi pari ad oltre 10,6 miliardi di euro. Mentre i punti più bassi sono stati toccati negli ultimi 5 mesi che registrano:
- aprile 2024: euro 398.759.265,61
- maggio 2024: euro 87.895.197,07
- giugno 2024: euro 65.840.026,16
- luglio 2024: 140.993.416,69
- agosto 2024: euro 57.562.459,68
Un trend negativo che ormai coinvolge tutti i soggetti beneficiari, compresi i condomini sui quali ad inizio 2024 era stato registrato un forte aumento dovuto, però, alle asseverazioni Enea da inviare entro 3 mesi dal fine lavori (e, infatti, la crescita si è interrotta a marzo).
Superbonus: lavori nei condomini al 95%
L’investimento medio dei condomini, considerando anche la dimensione degli interventi, è nettamente superiore rispetto agli investimenti nelle altre categorie di edifici.
L’investimento medio per gli edifici unifamiliari ammonta a circa 117 mila euro mentre quello per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti si attesta a circa 98 mila euro.
Nel complesso gli investimenti ammessi a detrazione sfiorano i 117 miliardi di euro, tra questi 112,4 miliardi riguardano lavori conclusi.
La misura ha coinvolto circa mezzo milione di edifici, 496.315. Gli investimenti realizzati nello scorso mese hanno coinvolto nella maggioranza dei casi i condomini, con circa 66 milioni di euro.
Nel complesso gli altri investimenti si attestano, infatti, a 2 milioni di euro.
Si dovranno attendere i dati relativi ai prossimi mesi per sapere se gli investimenti saranno interessati da una nuova accelerazione in vista della scadenza del 31 dicembre 2024, che interessa i condomini e riguarda l’ulteriore riduzione dell’agevolazione a partire dal prossimo anno.
Superbonus: la chiave per la riforma edilizia
Pur essendo ormai terminata l’epoca del superbonus, la sua “eco” si sentirà forte nei prossimi anni a seguito di alcune problematiche generate o evidenziate da questa detrazione fiscale.
Tra i problemi “generati” dal superbonus non si può dimenticare il blocco della cessione del credito generato dalla schizofrenia normativa e sulla quale l’attuale Governo è riuscito solo ad emanare un inutile provvedimento che ha stanziato un fondo di appena 16 milioni di euro e il Decreto del MEF 6 agosto 2024 che ha stabilito degli ancor più inutili criteri e modalità per l’erogazione di un contributo che non riuscirà a coprire nulla.
Come non si possono trascurare i contenziosi tra tutte le parti coinvolte: committenti, professionisti, imprese e Agenzia delle Entrate.
Per quanto riguarda i problemi “evidenziati” non si è alcun dubbio che il superbonus abbia scoperchiato il classico vaso di pandora al cui interno tutti si sono accorti delle piccole e grandi difformità del patrimonio immobiliare italiano e sul quale la risposta del Governo e del Parlamento sono stati:
- il Decreto-Legge n. 77/2021 (Decreto Semplificazioni-bis), convertito con modificazioni dalla Legge n. 108/2021, che ha messo in piedi la CILAS (dando ufficialmente il via all’esplosione degli interventi di superbonus);
- il Decreto Legge n. 69/2024 (Decreto Salva Casa), convertito con modificazioni in Legge n. 105/2024, che ha apportato una serie di modifiche al d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), il cui chiaro intento è provare a ridurre l’abusivismo edilizio dilagante.