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Enea ha diffuso i dati sul Superbonus 110% al 30 novembre 2023. Avviati 446.878 cantieri, per un totale degli investimenti ammessi a detrazione di 96,76 miliardi di euro e un totale di investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione di 81,39 miliardi, pari all’84,1% dei lavori realizzati. L’onere per lo Stato è di 49,72 miliardi euro.

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Superbonus: i dati Enea di novembre

Hanno usufruito della misura 446.878 edifici, di cui:

  • 92.154 condomini (13,2%), per un totale di investimenti pari a oltre 58,6 miliardi di euro (di cui 58,2 ammessi a detrazione) e un totale di lavori condominiali realizzati di 45,4 miliardi, il 78%;
  • 238.972 edifici unifamiliari (58,0%), per un totale di investimento di 28,08 miliardi e un totale di lavori realizzati pari a 25,34 miliardi, il 92,9% del totale;
  • 115.745 unità immobiliari funzionalmente indipendenti (28,8%), per un investimento complessivo di 11,40 miliardi e 10,58 miliardi di lavori realizzati pari al 94,7%.

In termini di investimenti ammessi alle detrazioni le percentuali cambiano in modo significativo: il 45,2% riguarda i condomini, il 38,6% gli edifici unifamiliari e il 16,2% le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.

Nel complesso l’investimento medio è stato pari 636,85 mila euro per i condomini, 117,52 mila euro per gli edifici unifamiliari e 98,54 mila euro per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti. Ci sono anche 7 castelli “agevolati”.

Superbonus: le principali discussioni in corso

Intanto continua il pressing sul governo, per concedere una proroga per le villette unifamiliari che hanno realizzato almeno il 60% dei lavori e una proroga di sei mesi per i condomini. Confedercontribuenti chiede inoltre misure strutturali permanenti per contrastare il rischio sismico.

Ma in sede di approvazione della Legge di bilancio 2024 non si registrano aperture in tale senso. Prossima occasione potrebbe essere il tradizione decreto “Milleproroghe” di gennaio.

La discussione sul Superbonus è ravvivata dal 14° Rapporto annuale sulle detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili negli edifici esistenti, elaborati da Enea e presentati nel corso di un convegno tenutosi a Roma. Dal rapporto emerge che gli interventi di efficienza energetica agevolati hanno prodotto un risparmio record di 3 miliardi di euro nella fattura energetica nazionale del 2022, con una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 6,5 milioni di tonnellate e a un risparmio di poco più di 2,5 milioni di tonnellate equivalenti petrolio (Mtep).

L’intervento più consistente in termini di investimenti e risparmio energetico annuo è costituito dai sistemi ibridi (caldaia a condensazione + pompa di calore). Seguono le pompe di calore e le caldaie a condensazione. L’installazione dei sistemi ibridi e delle pompe di calore, specie se abbinate ai sistemi fotovoltaici, fa raggiungere facilmente il miglioramento di almeno due classi energetiche, condizione necessaria per l’accesso al SuperEcobonus.

Quanti interventi sono stati eseguiti?

Per quanto riguarda Ecobonus, nel periodo 2014-2022 sono stati realizzati circa 4,6 milioni di interventi, di cui oltre 940.000 nel 2022. Oltre 600.000 richieste sono pervenute per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale; quasi 200.000 per la sostituzione dei serramenti; circa 110.000 per l’installazione di schermature solari.

La maggior parte degli interventi riguarda l’installazione di impianti di climatizzazione più efficienti (3,08 miliardi di euro, 64,7% degli interventi) e la sostituzione dei serramenti (2,38 miliardi di euro, 20,6% degli interventi). Circa 605 milioni sono inoltre stati investiti per l’isolamento termico dell’edificio, 482 milioni per le schermature solari e circa 124 milioni per la riqualificazione globale degli immobili.

In termini di risparmi energetici conseguiti, nel 2022 il contributo principale è derivato dalle caldaie a condensazione (circa 1.100 GWh/anno, oltre il 51% del totale), e per circa il 25% dai serramenti (535 GWh/anno). Nel periodo 2014-2022 il contributo dalla sostituzione di serramenti è intorno ai 4.400 GWh/anno, seguito da quello derivante dall’installazione di caldaie a condensazione con oltre 4.000 GWh/anno.

I condomini spingono il SuperEcobonus

Anche nel mese di novembre sono i condomini a trainare gli investimenti da Superbonus per efficientamento energetico: il totale degli investimenti negli edifici condominiali è di 58.690 miliardi (58.284 miliardi gli ammessi a detrazione, + 4.177 miliardi rispetto al mese precedente), con 92.154 asseverazioni e un investimento medio che si assesta sui 637 mila euro.

Negli edifici unifamiliari, dove il totale delle asseverazioni è maggiore (238.972), il totale degli investimenti si assesta sui 28 miliardi, con un investimento medio di 117.522 mila euro.

Nel mese di novembre, quindi, si sono registrati lavori assentibili con Superbonus energetico in 7.393 condomini (6.497 il dato di ottobre, quindi si registra una crescita), mentre sono 1.047 gli edifici unifamiliari.

Il calo per gli edifici unifamiliari: le motivazioni

L’ormai periodico calo per gli interventi nelle case unifamiliari è causato ovviamente dal fatto che il Superbonus, per questo tipo di edifici, ‘ha senso’ o per chi ha completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022 e potrà concludere i lavori entro il 31 dicembre 2023 dopo la proroga del Decreto Asset e Investimenti che ha allungato di ulteriori 3 mesi la data limite concessa dal DL Cessioni, o per chi, avendo imbastito un intervento dopo il 1° gennaio 2023, ha un reddito di riferimento inferiore ai 15 mila euro (calcolato col quoziente familiare) e quindi può beneficiare, fino a fine anno, del Superbonus al 90%.

I dati ripartiti per Regione

A livello territoriale, troviamo la Lombardia, con più di 18 miliardi di investimenti, seguita dal Veneto a 9.217 miliardi, poi l’Emilia-Romagna a 8.859, il Lazio a 8.450 miliardi e la Campania, prima del Sud, a 7,04. La Sicilia si assesta sui 5,752 miliardi, la Toscana segue a 5.6.

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